Le bande popolari che sono nate nell'800 e nella prima metà del secolo scorso, erano per lo più strutturate come Società di Mutuo Soccorso, vale a dire, come Associazioni che avevano dei compiti specifici e dei doveri ben precisi nei confronti delle comunità in cui operavano.
Sembrava impossibile allora creare un'Associazione che non avesse compiti " virtuosi", in ambito culturale ed esistenziale; forse perché a quei tempi i problemi legati alla cultura e all'esistenza erano notevoli.

Molti Statuti dell'epoca contengono due capitoli fondamentali:
uno riguarda l'attività musicale specifica con particolare riguardo alla "diffusione della cultura musicale ed alla educazione dei giovani alla medesima".
L'altro riguarda l'aiuto concreto che la Banda poteva elargire alla comunità.

Nello Statuto della Baradello all'articolo 2 si legge: "Essa si propone di propagandare la cultura musicale e di avvicinare i propri associati all'arte della musica e di divulgare la stessa nell'ambito popolare."

Le Bande di un tempo, tradizionalmente, dopo aver fatto le cerimonie religiose e civili organizzava balli e feste i cui proventi diventavano "pane per i poveri".
Oggi non abbiamo più l'urgenza di distribuire il pane.
Oggi la povertà è di ben altro tipo: culturale ed esistenziale.

La Baradello, ancor oggi, risponde pienamente con i suoi programmi a queste istanze statutarie, e perciò si colloca in modo chiaro nella scia della tradizione.